Stay hungry, stay foolish. E’ la frase rivolta nel 2005 da Steve Jobs ai laureandi di Standford Steve in cui incitava i giovani a rimanere “Affamati e folli”, sempre desiderosi di nuovi orizzonti, nuove sfide e possibilità e sempre abbastanza avventati da raggiungere ciò che fino a quel momento era considerato impossibile.

Ed è proprio così che il mondo lo ricorderà. Morto il 5 ottobre 2001 all’età di 56 anni dopo una lunga fase di malattia per un tumore al pancreas con cui aveva combattuto per sette lunghi anni, Jobs non ha solo rivoluzionato il modo di concepire, produrre e vivere il mondo dell’HiTech, ma è divenuto un simbolo grazie ad idee e progetti rivoluzionari che hanno lasciato un segno indelebile nella storia moderna.

Fondata la Apple nel 1976, Jobs ha trasformato un’azienda nata in un garage in uno dei più grandi colossi dell’industria informatica mondiale, rivoluzionando il rapporto stesso tra individuo e computer e ponendo per la prima volta usabilità e design al primo posto rispetto a tutti i concorrenti. I primi Macintosh, con la prima forma di interfaccia grafica che superava le noiose linee di testo ed i noiosi manuali. Le prime forme di pubblicità creativa in cui la mela di Cupertino diveniva il simbolo stesso dell’anticonformismo e del “think different” (storico il primo spot con scene ispirate al Big Brother Orwelliano). Ma soprattutto Jobs ha ispirato e prodotto la serie di prodotti tecnologici destinati al tempo libero di più ampio successo della storia. Non lettore Mp3, smartphone e tablet; iPod, iPhone e iPad hanno imposto la propria qualità e facilità di utilizzo in un continuo di killer applications che ha cambiato il mercato di massa, legando per sempre Steve Jobs, la Apple e la sua “iLife” alla storia del consumo.

Non clienti, bensì fan di un mondo complesso che con una propria narrazione di eleganza, semplicità e qualità ha portato gli Apple Store ad essere veri luoghi di esperienza più che semplici negozi. Fu di Jobs la scelta di ritirare i prodotti dai centri commerciali e creare Store monomarca; fu suo l’imprinting sul primo modello di iPod che rivoluzionò l’idea stessa di musica portatile; fu lui che portò avanti il progetto di un Apple Store online in cui per la prima volta la musica digitale diveniva settore di business più che espressione di pirateria.

Affamato e folle; tanto folle da venir cacciato dalla sua stessa azienda, ripresentandosi al mondo due anni dopo alla guida della Pixar per rivoluzionare anche il mondo dell’animazione cinematografica, intaccando il monopolio del colosso Disneyano. Tanto geniale e innovativo da tornare poi alla guida della Apple nel 1996 come CEO “ad interim”, a vita, indispensabile ed insostituibile.

Alcuni hanno sottolineato che il primo evento di presentazione senza Steve, tenutosi pochi giorni fa con l’uscita dell’iPhone4s e la prima apparizione pubblica di Tim Coock nella veste di CEO dell’azienda ha già il cambiamento di lungimiranza dell’azienda di Cupertino. Certo è che non sarà solo la Apple a sentire la mancanza di un uomo come Steve Jobs, il cui lavoro continuerà ad influenzare il mondo intero per molti, molti anni.

Più che ogni altre, le parole di Barack Obama esprimono l’importanza e l’impatto di Jobs sulla realtà: “Il mondo ha perso un visionario. E non vi è più grande tributo al successo di Steve del fatto che molti hanno appreso della sua scomparsa su un dispositivo che ha inventato”

Goodbye Steve.